— Ma uomini sognatori.

— Ogni amante è sognatore.

— Forse, a un dato istante, ma poi distrugge da sè il proprio sogno. Non è vero? Neghi se può.

— Qualche volta, — insinuò il giovane lentamente, — il primo strappo al velo dell’illusione è invece la donna che lo fa. Dica se non è vero?

La bella signora si pose il fazzoletto sulle labbra per nascondere un sorriso che non avrebbe voluto mostrare in quel momento. L’ufficiale allora le si fece più da presso e la conversazione continuò tra loro due, isolando la marchesa che si buttò dietro le spalle senza saper bene dove andava a cadere una frase di sfogo.

— Quella lo ha bevuto il filtro.... e lo dà a bere!

Un cachinno mordace vellicò le spalle della grossa signora facendola voltare di botto. I suoi occhi accesi incontrarono gli occhietti miopi di un piccolo essere quasi gobbo ma così insolente nella sua sventura che la barba da fauno, compiacentemente accarezzata dalla mano scarna sulla quale brillava un solitario diamante, tremava e sussultava sempre in una specie di ebbrezza convulsa.

— Voi che siete poeta spiegatemi un po’ questa faccenda del filtro. Non lo ha mica chi vuole!

Il cachinno si alzò di un tono nella barba irrequieta e qualche parola stava per accompagnarlo quando la marchesa impazientita soggiunse:

— È poi diventata così magra che non si capisce come possa interessare ancora gli uomini.