Un mio biglietto scritto in pergameno;

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In cui io m'obbligava strettamente,

E più che in forma cameræ i Romani,

D'ubbidire alla cieca, immantinente

A' suoi comandi; e fossero pur strani:

E sì il cervel m'avea tratto di mente

Amor, ch'anco i demon fa sciocchi e insani,

Che qualor nominasse ella il mio nome,

Tosto farei per lei e rome e tome.