Un mio biglietto scritto in pergameno;
24
In cui io m'obbligava strettamente,
E più che in forma cameræ i Romani,
D'ubbidire alla cieca, immantinente
A' suoi comandi; e fossero pur strani:
E sì il cervel m'avea tratto di mente
Amor, ch'anco i demon fa sciocchi e insani,
Che qualor nominasse ella il mio nome,
Tosto farei per lei e rome e tome.