E questa sfortunata, che tu vedi
Per lo dolore a morir già vicina,
Tanta ira n'ebbe, che corse, e co' piedi
Urtò le porte dell'empia regina.
Poi di noi altre a' costumati arredi,
Che sono i pianti, si volse tapina,
Chiedendo, e noi con lei, il signor nostro
A quell'infame e spaventevol mostro.
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A questa vista ciaschedun dispare;