Ma in mano del furor sono i pennelli,

Che a colore di sangue orrido e nero

Pinge di Serpedonte il volto fiero:

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E gliel dipinge nella guisa stessa

Con cui lo vide quando portò via

La sua Despina da dolore oppressa.

S'arma egli adunque, e quasi si ricrìa,

Pensando al giorno che gli sia permessa

Quella battaglia ch'or tanto desìa: