E il mondo tutto e quella sciaurata

Di Fortuna che fa sì pazze prove.

Perdio che spesso ne fo tal spanciata

Che per ben digerirla, alcuna volta

Non valmi lunga ed aspra passeggiata.

. . . . . . . . . . . . . . . . .

Sai tu chi sono i Pulcinelli miei,

I Zanni, i Coli e le servette argute

In questa scena d'uomini e di Dei?

Coloro sono su' quali piovute