E tu discendi seco a parlamento;
E se addolcisci lo suo cor rubello
Per me, cangerò teco anch'io talento:
Sarò suo sposo, e non sarò più quello
Che or sono, ad ambo voi tutto spavento;
E queste squadre e il braccio mio saranno
In avvenir de' tuoi nemici in danno.
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Nè, gran rege de' Cafri, io ti dimando
Ingiusta cosa. Anzi, se t'enno a core