compose e stampò questo volume la maestranza: Ubaldo Antoniani, Pietro Betteni, Serafino Nicolini, Giuseppe Riva; curarono la rilegatura: Francesco e Gino Radice.

Collazionò il testo l'avv. Tommaso di Pella.
Disegnò i fregi il prof. Duilio Cambellotti.

NOTE:

[1]. Nidalmo Tiseo ad Aci Delpusiano, salute e felicità. Lettera premessa al Ricciardetto in quasi tutte le edizioni.

[2]. Tanto il Ricciardetto che i Capitoli furono pubblicati dopo la morte del Poeta. La prima edizione dei Capitoli è intitolata: Raccolta di Rime piacevoli di Niccolò Forteguerri fra gli Arcadi Nidalmo Tiseo non mai per avanti pubblicate, Genova, 1765. Il primo volume contiene undici Capitoli. Il secondo volume, del medesimo formato e titolo, è del 1773, contiene quattordici Capitoli, ed è fatto con gran cautela di puntini nei luoghi dove si ricordano nomi di città, di persone, ecc. Le edizioni venete del Ricciardetto riproducono anche la prima parte della Raccolta genovese delle Rime. L'edizione citata da noi è quella di Milano, in tre volumi (Società Tipografica dei Classici Italiani, 1813); nella quale sono pubblicati, dopo il Ricciardetto, trentatre Capitoli. Altri tre, non compresi nella edizione milanese, furono pubblicati, insieme ad un Poemetto imperfetto, nella Raccolta intitolata: Poemetto e Capitoli, opere postume di Mons. Niccolò Forteguerri date in luce in applauso poetico alle fauste nozze del Sig. Giuseppe Forteguerri colla Sig. Luisa Albergotti, Pistoia, 1812, presso Gherardo Bracali. Il Capitolo dato come forse inedito da Enrico Bindi (in nome di Luigi Vangucci) nella Raccolta intitolata: Tre Epistole Poetiche ed altri versi di Niccolò Forteguerri pubblicati a festeggiare le fauste nozze del Sig. Giuseppe Albergotti-Forteguerri con la sig. Luisa Casini (Pistoia, Tip. Cino, 1851), è pubblicato fino dal 1813 nella edizione milanese sopra accennata, e nell'altra, con falsa data di Lugano del 1831, che riproduce precisamente la milanese. Queste due edizioni sono le più pregevoli per le varianti del Poema e per l'abbondanza dei Capitoli. Anche i quattro Capitoli pubblicati (non integralmente) dall'Ab. Lodovico Lotti nel 1874 per Nozze Forteguerri-Guicciardini, sono compresi nelle edizioni milanese e luganese già ricordate. Oltre i trentasei Capitoli contenuti nelle citate edizioni, ce ne sono altri dieci inediti, che si conservano gelosamente con gli altri manoscritti del Poeta, nella biblioteca privata del Cav. Giuseppe Forteguerri, che mi ha dato graziosa licenza di consultarli.

[3]. Michelangelo Giacomelli nacque in Pistoia nel 1696 e morì a Roma nel 1774. Vedi la Notizia Biografica premessa dal Can. Professor Enrico Bindi al Volgarizzamento del Sacerdozio di S. Gio. Crisostomo, Prato, Tip. Guasti 1852. Egli era tra quei giovani pistoiesi che nel 1716 facevano corona a Niccolò Forteguerri quando nacque l'idea e il primo esperimento del Ricciardetto.

[4]. «Questa mattina fu coronata la sacra immagine della SS. Vergine dell'Umiltà con il Bambino Gesù inter Missarum solemnia per mano di Mons. Niccolò Forteguerri Can. di S. Pietro di Roma, e fu coronata con corone di oro a nome del suo Capitolo, e tale funzione fu celebrata con la maggior pompa che fu possibile, e vi furono presenti il Serenissimo Giov. Gastone Gran Principe di Toscana e la Serenissima Gran Principessa Violante di Baviera già vedova del Serenissimo Prencipe Francesco stato Cardinale, quali tutti apposta si partirono di Firenze e vennero in questa loro città a dove si trattennero per tre giorni continui nei quali durante la detta festa Li furono dati nobili divertimenti di due bandiere corse da' Barberi, fochi artificiati et un nobile Oratorio nel palazzo de' Signori Priori, a dove da per tutto vi si trovarono detti principi, et una sera fu data festa di sono nel Palazzo del Sig. Commissario a dove vi sonò il Laurenti eccellent.mo sonatore di Viola e Violino che innamorò tutti, e il dº Professore era bolognese, che le Serenissime Principesse vi ebbero sodisfazione a sentir sonare quel bravo Professore. La chiesa poi della Madonna restò tutta nobilmente apparata con nobile simetria e con infinito numero di torce alla veneziana e molti ceri e lumi di modo che fece una vaghissima e non più veduta comparsa e in particolare il gran numero de' forestieri accorsi e il gran contado e terrazzani. In tutto dissero che nella Città vi era da quarantamila persone, e la festa si rese grandiosa per diversi motivi et accessori, tra' quali la comparsa della compagnia di settanta Corazze tanto ben vestite di una livrea frangiata d'oro e di altrettante Cherubine tutte a cavallo, di poi delli quattro quarti (sic) dell'infanterìa squadronati per la città per di dove passava la gran processione la vigilia, e con le salve reale della Artiglierìa della Fortezza replicate per tre volte nel coronarsi scoprirsi e ricoprirsi la santissima imagine. E non mi estendo da vantaggio di descrivere tal festa per avere fatta a parte una distintissima Relazione di cinque fogli assai più copiosa e non mancante come un'altra relazione stampata alla quale è molto mancante.»

Ho scelto questo cenno che dà della festa Giov. Cosimo Rossi in certe sue Memorie inedite di cose pistoiesi dal 1705 al 1730; e la scelta non è stata fatta, com'è facile capire, per ragione di eleganza, ma solo di brevità. Ci è anche una Relazione a stampa (Tip. G. S. Gatti 1716) ripubblicata anche nel 1839 (Tip. Cino); e ci sono anche due Relazioni manoscritte, una del Cav. Annibale Brunozzi, e un'altra di Pompeo Scarfantoni; ambedue inedite, e che fan parte, come le Memorie surricordate, della ricca Collezione Pistoiese messa insieme con onorevole zelo dal mio ottimo amico il Cav. Filippo Rossi-Cassigoli. Tutti codesti documenti fanno promotore e parte principale della Festa il Forteguerri; al quale pure è dedicata con amplissime parole una delle due Raccolte poetiche (la più importante), dove è anche una bella Canzone del Giacomelli.

[5]. V. Lettera citata di Nidalmo Tiseo ad Aci Delpusiano, in principio.

[6]. Vita di Niccolò del Prior Bernardino. MS. inedito nella Forteguerriana.