Piccol di membra e nel saper sì magno
come lo chiama il Forteguerri, fu Avvocato e Maestro abilissimo di lettere e filosofia in Pistoia. (V. Lombardi St. della Lett. it. vol. 6; Mazzucchelli Scrittori ec. vol. II, e G. Arcangeli Biog. ec. del Tipaldo vol. VII). Sono del Buti le epigrafi latine che adornarono il tempio dell'Umiltà nella festa della incoronazione, e che si riportano nella Relazione a stampa già da noi ricordata. Molte cose di lui sono inedite; ed E. Bindi scrisse nel 1852 (V. Ediz. pratese del Sacerdozio del Giacomelli) di avere presso di se un MS. di lettere e orazioni latine, epigrammi ec.
[17]. Basti citare, tra gli altri, questo che si legge in un Capitolo del 5 Nov. 1718, a Giuseppe Tolomei: Ho scritto alla peggio, in fretta e tutto d'un fiato: quello che ho scritto lo saprete voi, perchè io non lo so e non ho tempo di rileggerlo.
[18]. Capitolo IV.
[19]. Capitolo I.
[20]. Cap. I.
[21]. V. le belle parole che chiudono la Vita di Niccolò scritta in latino da Ang. Fabbroni. Vitae Ital. Vol. IX.
[22]. Vita d'Agricola.
[23]. Capitolo XIII.
[24]. Capit. XIII.