Strinse di più bei nodi
E ricongiunse alla Divina Croce
Il traviato popol, che in oblio,
Se Tal non era, avria se stesso e Dio?
Alla stessa persona del Venerosi così accenna ridendo col suo bel faccione il nostro Niccolò:
..... sei così sparuto e asciutto
Che sembri a saltabecche esser pasciuto.
Fu fratello al noto versificatore Brandaligio, chiamato di arcade fama dal Carducci nella Prefazione al Lucrezio del Marchetti, Ed. diam. Barbera 1864.
[15]. «Giuseppe Tolomei pistoiese, filosofo e matematico assai dotto, che contribuì non poco a stenebrare le patrie scuole dai vecchiumi peripatetici. Studiò prima in Perugia e poi in Firenze, dove godè la stima e l'amicizia del Viviani, del Magalotti, del Buonarroti, del Quirini e di altri insigni. Lasciò manoscritti vari opuscoli di matematica, e una Relazione sopra lo stato del territorio di Pistoia.» Così annota il Bindi nella già citata pubblicazione del Vangucci. Il Forteguerri amava moltissimo il Tolomei; entra scherzosamente ne' fatti suoi quando ripiglia moglie, e chiede sempre al Venerosi se codesto amico, ravvolto nelle sue matematiche figure, lo abbia dimenticato.
[16]. Niccolò Buti, pistoiese (1668-1748),