Donava sempre a' suoi servi peggiori:

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Talchè compresi gli amorosi inganni,

E ch'è sciocchezza il servir nelle corti,

Dove i signori son sempre tiranni.

Per non soffrir cotanti ingiusti torti,

Fuggii qua dentro, e mi cangiai di panni;

E i caldi e lunghi, e i nubilosi e corti

Giorni consumo in laudi alte e divine,

Con la speranza d'un beato fine.