Che mercè chiede, e l'infame propala
Esecrando terribile disegno;
E dice, come il figlio che mi è nato,
Non del re, ma di lui è generato.
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Stupisce ognuno a ragionar sì fatto;
Poi lo stupore si trasmuta in ira;
E ciascun lo vuol morto ad ogni patto.
Il mio cognato s'affanna e sospira,
E il contadino fa sparire a un tratto: