Quel giorno lieto, quel dolce momento,

Che da sì grato amor noi fummo tocchi.

Ma quando mi farai, bella, contento?

Il frate allor (come fulmin che scocchi

Da nera nube spezzata dal vento),

Non mai, rispose, infin ch'averò vita;

E a questo dire si morde le dita.

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Si riscosse Climene a quella voce.

Guidon, che il vede in sì misero stato,