Chi t'ha posto, gli dice, a cotal croce,

Che mi rassembri un spirito dannato?

Il romito, che amore ed ira cuoce,

Lo guarda con un occhio stralunato,

E non risponde; e pare un pipistrello,

Quando un lo affligge con lo zolfanello:

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Che il naso e i labbri move in forme strane:

E se non fosse fracassato tanto,

Adoprerìa più volentier le mane.