Talora codesto sentimento, in luogo di invettive, gl'ispira co' suoi dolci ricordi affettuosissime descrizioni, com'è quella del Capitolo XXI, e che comincia così:
Signor Giuseppe, se ben vi ricorda,
Partii dalla mia villa alle nove ore,
Come si dice, alla muta e alla sorda.
Le dipartenze sono un crepacuore
Però le fuggo, chè l'ultimo addio
È come l'olio santo a chi si muore.
. . . . . . . . . . . . . . . . .
Adunque io presi l'ambio zitto zitto,
E nel calesse ponendo il sedere,