Uscîr dell'antro, e del selvoso Atlante
Salîr sul dorso; e quando fur vicini
Al mezzo, i tuoni e la grandin sonante,
E gli aquiloni ed i venti marini
Nascevan sotto assai delle lor piante;
E l'etere lievissimo e sereno
Già cagion era che venisser meno.
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Onde a' lor otri ognun la bocca pose,
E così gìan salendo il monte alpestre: