E mal fa chi s'imbromia e chi s'imbacca,
Sprezzando una sembianza sì gentile,
Com'è la tua; e ti chieggo perdono
Del fallo, ancorchè degno non ne sono.
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Ma nel fosso il baril voglio gettare,
E in avvenir non vo' più bever vino.
E la fanciulla: Grasso mio, non fare,
Riprese; io vo' che ne beviamo un tino
Quest'altra volta ch'io ritorno al mare.