E sua mercè, benchè di morte il gelo
Ricoprirammi, e l'onda dell'obblìo,
Chi sa che teco allor non sorga anch'io?
5
Ma del pien di caligine profonda
Ampio futuro, e solo aperto al Fato,
Figlia, più non si parli. Aura seconda
Tace or per noi, e il mar troppo è turbato;
E chi s'arrischia a navigar, si affonda;
Chè il crudo Orione appare in ogni lato;