Lieve saltò come caval di regno;

E l'oste ebbe a ferire un suo garzone,

Che con gli altri garzoni immantinente

A sassi lo pigliaro crudelmente.

78

E se non era che spedito e presto

Fuggì in casa l'ostiero, e serrò l'uscio,

Lo averebber ridotto a pollo pesto,

E forse morto; chè rotto, qual guscio

D'ovo, il cranio gli avrìano. Onde modesto