Lieve saltò come caval di regno;
E l'oste ebbe a ferire un suo garzone,
Che con gli altri garzoni immantinente
A sassi lo pigliaro crudelmente.
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E se non era che spedito e presto
Fuggì in casa l'ostiero, e serrò l'uscio,
Lo averebber ridotto a pollo pesto,
E forse morto; chè rotto, qual guscio
D'ovo, il cranio gli avrìano. Onde modesto