Che gli empiro d'affanno i forti petti,
Chiusi nella visiera a loro usanza
Facean ritorno alla reale stanza.
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Ma quando ognun s'accorse che la bella
Despina nella selva restata era,
Piange e s'affanna, e sè infelice appella:
Ma più di tutti il rege si dispera,
Che piange morta ogni sua speme in quella,
O almen che non vedrà più primavera;