Che di cosa mortal, trista e fangosa,
Ti sei cangiato in rilucente stella;
E appena entrato in questo mare infido,
Pietoso vento t'ha rispinto al lido.
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Ben è crudele e d'invidia ripieno
Chi piange la tua morte, e non comprende
Gli umani affanni e l'amaro veleno
Onde grondanti son nostre vicende:
Chè tutto questo misero terreno