Ni. Governala come tu vuoi. Io voglio andare in casa a riposarmi, che per la mala notte che io ho avuta, io non mi reggo ritto, ed anche perch'io veggo Cleandro ed Eustachio uscir fuora, con i quali io non mi voglio abboccare. Parla con loro tu; di' la conclusione fatta da noi, e che basti loro aver vinto, e di questo caso più non me ne ragionino.

[V. 4]

CLEANDRO, SOFRONIA, EUSTACHIO.

Cle. Tu hai udito, come il vecchio n'è ito chiuso in casa; ei debbe averne tocco una rimesta da Sofronia; e' pare tutto umile. Accostiamoci a lei per intendere la cosa. Dio vi salvi, mia madre; che dice Nicomaco?

Sofr. È tutto scorbacchiato il pover'uomo: pargli essere vituperato; hammi dato il foglio bianco, e vuole ch'io governi per l'avvenire a mio senno ogni cosa.

Eust. Ella andrà bene, io doverò aver Clizia.

Cle. Adagio un poco; e' non è boccone da te.

Eust. Oh! questa è bella; ora ch'io credetti avere vinto, ed io avrò perduto come Pirro!

Sofr. Né tu né Pirro l'avete avere; né tu, Cleandro, perchè io voglio che la stia così.

Cle. Fate almeno che la torni a casa, acciò ch'io non sia privo di vederla.