Si. Così credo.
Ni. E fa molto bene. In questa terra non ci è se non cacastecchi; non ci s'apprezza virtù alcuna. S'egli stessi qua, non ci sarebbe uomo che lo guardassi in viso. Io ne so ragionare, che ho cacato le curatelle per imparar due hac; e se io ne avessi a vivere io starei fresco, ti so dire.
Si. Guadagnate voi l'anno cento ducati?
Ni. Non cento lire, non cento grossi, o va. E questo è, che chi non ha lo stato in questa terra, de' nostri pari, non truova cane che gli abbai, e non siamo buoni ad altro, che andare a' mortori, o alle ragunate d'un mogliazzo, o a starci tutto di in sulla panca del Proconsolo a donzellarci. Ma io ne li disgrazio, io non ho bisogno di persona; cosi stessi chi sta peggio di me. Non vorrei però che le fussino mia parole, ch'io arei di fatto qualche balzello, o qualche porro di drieto, che mi farebbe sudare.
Si. Non dubitate.
Ni. Noi siamo a casa; aspettami qui, io tornerò ora.
Si. Andate.
[II, 4].
SIRO solo.
Se gli altri dottori fussino fatti come costui, noi faremmo a' sassi pe' forni; che sì, che questo tristo di Ligurio, e questo impazzato di questo mio padrone, lo conducono in qualche luogo, che gli faranno vergogna? E veramente io lo desidererei, quando io credessi che non si risapessi; perché risapendosi, io porto pericolo della vita, el padrone della vita e della roba. Egli è già diventato medico; non so io che disegno el fia in loro, e dove si tenda questo loro inganno. Ma ecco el dottore che ha un orinale in mano; chi non riderebbe di questo uccellaccio?