Ca. Che dite voi, dottore? Oh, io non v' ho per savio come io credetti. Si che voi dubitate di fare quello che ha fatto el re di Francia e tanti signori quanti sono là?

Li. Chi volete voi ch'io truovi che facci cotesta pazzia? Se io gliene dico, e' non vorrà; se io non gliene dico, io lo tradisco, ed è caso da Otto; io non ci voglio capitare sotto male.

Ca. Se non vi dà briga altro che cotesto, lasciatene la cura a me.

Ni. Come si farà?

Ca. Dirovvelo: io vi darò la pozione questa sera dopo cena; voi gliene darete bere, e subito la metterete nel letto, che fieno circa a quattro ore di notte. Dipoi ci travestiremo, voi, Ligurio, Siro ed io, e andrencene cercando in Mercato Nuovo, in Mercato Vecchio, per questi canti; e il primo garzonaccio che noi troviamo scioperato, lo imbavaglieremo, e a suon di mazzate lo condurremo in casa, e in camera vostra al buio. Quivi lo metteremo nel letto, direngli quello che abbia a fare, né ci fia difficultà veruna. Dipoi, la mattina, ne manderete colui innanzi di, farete lavare la vostra donna, starete con lei a vostro piacere e senza pericolo. Ni. Io son contento, poi che tu di' che e re e principi e signori hanno tenuto questo modo; ma sopra a tutto che non si sappia per amore degli Otto.

Ca. Chi volete voi che 'l dica?

Ni. Una fatica ci resta, e d'importanza.

Ca Quale?

Ni. Farne contenta mogliema, a che io non credo che la si disponga mai.

Ca. Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi essere marito, se io non la disponessi a fare a mio modo.