La. Dio el voglia.
Fra. Io voglio tornare a quello che io diceva prima. Voi avete, quanto alla coscienzia, a pigliare questa generalità, che dove è un ben certo e un male incerto, non si debbe mai lasciare quel bene per paura di quel male. Qui è un bene certo, che voi ingraviderete, acquisterete una anima a Messer Domenedio; el male incerto è, che colui che iacerà dopo la pozione con voi, si muoia. Ma e' si truova anche di quelli che non muoiono; ma perché la cosa è dubbia, però è bene che Messer Nicia non incorra in quel periculo. Quanto all' atto che sia peccato, questo è una favola, perché la volontà è quella che pecca, non el corpo; e la cagione del peccato è dispiacere al marito, e voi li compiacete; pigliarne piacere, e voi ne avete dispiacere. Oltra di questo, el fine se ha a riguardare in tutte le cose. Il fine vostro si è riempiere una sedia in paradiso, contentare el marito vostro. Dice la Bibbia, che le figliole di Lotto, credendosi essere rimase sole nel mondo, usarono con el padre; e perché la loro intenzione fu buona, non peccarono.
Lu. Che cosa mi persuadete voi?
So. Lasciati persuadere, figliuola mia. Non vedi tu che una donna che non ha figliuoli, non ha casa? Muorsi el marito, resta come una bestia abbandonata da ognuno.
Fra. Io vi giuro, madonna, per questo petto sacrato, che tanta coscienzia vi è ottemperare in questo caso al marito vostro, quanto vi è mangiare carne el mercoledì, che è un peccato, che se ne va con l'acqua benedetta.
Lu. A che mi conducete voi, padre?
Fra. Conducovi a cose, che voi sempre arete cagione di pregare Dio per me; e più vi satisfarà questo altro anno che ora.
So. Ella farà ciò che voi vorrete. Io la voglio mettere stasera al letto io. Di che hai tu paura, moccicona? E' c'è cinquanta donne in questa terra che ne alzerebbero le mani al cielo.
La. Io son contenta; ma non credo mai essere viva domattina.
Fra. Non dubitare, figliuola mia, io pregherò Dio per te, io dirò l'orazione dell'agnol Raffaello, che t'accompagni. Andate in buona ora, e preparatevi a questo misterio, che si fa sera.