Ca. Costui è stato dieci anni meco, e sempre mi ha servito fedelmente. Io credo trovare anche in questo caso fede in lui; e benché io non gli abbi comunicato questo inganno, e' se lo indovina, che gli è cattivo bene, e veggo che si va accomodando.

Si. Eccolo.

Ca. Sta bene. Tira, va' a casa Messere Nicia, e digli che questa è la medicina che ha a pigliare la donna dopo cena subito; e quanto prima cena, tanto sarà meglio; e come noi saremo in sul canto ad ordine al tempo, e' facci d'esservi. Va' ratto.

Si. I' vo.

Ca. Odi qua. Se vuole che tu l'aspetti, aspettalo, e vientene quivi con lui; se non vuole, torna qui da me, dato che tu glien'hai e fatto che tu gli avrai l'ambasciata.

Si. Messere sì.

[IV. 4]

CALLIMACO solo.

Io aspetto che Ligurio torni col frate; e chi dice che egli è dura cosa l'aspettare, dice el vero. Io scemo ad ognora dieci libbre pensando dove io sono ora, e dove io potrei essere di qui a due ore, temendo che non nasca qualche cosa che interrompa el mio disegno. Che se fusse, e' fia l'ultima notte della vita mia, perché o io mi gitterò in Arno, o io mi appiccherò, o io mi gitterò da quelle finestre, o io mi darò d'un coltello in sullo uscio suo. Qualche cosa farò io perché io non viva più. Ma io veggo Ligurio? Egli è desso, egli ha seco uno, che pare sgrignuto, zoppo; e' fia certo el frate travestito. O frati! Conoscine uno, e conoscigli tutti. Chi è quell'altro che si è accostato a loro? E' mi pare Siro, che ara di già fatto l'ambasciata al dottore; egli è desso. Io gli voglio aspettare qui per convenire con loro.

[IV. 5]