CLEANDRO solo.

Veramente chi ha detto che l'innamorato e il soldato si somigliano, ha detto il vero. Il capitano vuole che i suoi soldati sieno giovani; le donne vogliono che i loro amanti non sieno vecchi. Brutta cosa è vedere un vecchio soldato: bruttissimo vederlo innamorato. I soldati temono lo sdegno del capitano; gli amanti non meno quello delle loro donne. I soldati dormono in terra allo scoperto; gli amanti su pe' muriccioli. I soldati perseguono insino a morte i loro nimici; gli amanti i loro rivali. I soldati per la oscura notte nel più gelato verno vanno per il fango, esposti alle acque e a' venti per vincere una impresa che faccia loro acquistar la vittoria; gli amanti per simili vie, e con simili e maggiori disagi, di acquistare la loro amata cercano. Ugualmente, nella milizia e nello amore è necessario il segreto, la fede e l'animo: sono i pericoli uguali, e il fine il più delle volte è simile. Il soldato muore in una fossa, lo amante muore disperato. Cosi dubito io che non intervenga a me. Io ho la donna in casa, veggola quanto io voglio, mangio sempre seco, il credo mi sia maggior dolore; perché quanto è più propinquo l'uomo ad un suo desiderio, più lo desidera, e non lo avendo, maggiore dolore sente. A me bisogna pensare per ora a disturbare queste nozze; dipoi nuovi accidenti m'arrecheranno nuovi consigli e nuove fortune. È egli possibile che Eustachio non venga di villa? E scrissigli che ci fusse infino iersera? Ma io lo veggo spuntare là da quel canto. Eustachio, o Eustachio?

[I. 3]

EUSTACHIO, CLEANDRO.

Eust. Chi mi chiama? O Cleandro!

Cle. Tu hai penato tanto a comparire?

Eust. Io venni infino iersera, ma io non mi sono appalesato; perché poco innanzi ch'io avessi la tua lettera, ne avevo avuta una da Nicomaco, che m'imponeva un monte di faccende; e perciò io non volevo capitargli innanzi, se prima io non ti vedevo.

Cle. Hai ben fatto. Io ho mandato per te, perché Nicomaco sollecita queste nozze di Pirro, le quali tu sai non piacciono a mia madre; perché, poi che di questa fanciulla si ha a fare bene ad un uomo nostro, vorrebbe che la si desse a chi la merita più; ed invero le tue condizioni sono altrimenti fatte che quelle di Pirro, che, a dirlo qui fra noi, egli è uno sciagurato.

Eust. Io ti ringrazio: e veramente io non avevo il capo a tor donna; ma poi che tu e madonna volete, io voglio ancora io. Vero è che io non vorrei anche arrecarmi nimico Nicomaco, perché poi alla fine il padrone è egli.

Cle. Non dubitare, perché mia madre ed io non siamo per mancarti, e ti trarremo d'ogni pericolo. Io vorrei bene che tu ti rassettassi un poco. Tu hai cotesto gabbano, che ti cade di dosso; hai il tocco polveroso, una barbaccia. Va' al barbiere, lavati il viso, setolati cotesti panni, acciò che Clizia non ti abbia a rifiutare per porco.