Pir. Doh, villan poltrone, profumato nel litame! Part'egli aver carni da dormire a lato a sí delicata figlia?

Eust. Ella arà ben carni teco, che se la sua trista sorte te la dà, o ella in un anno diventerà puttana, o ella si morrà di dolore. Ma del primo ne sarai tu d'accordo seco, che per uno becco pappataci, tu sarai desso.

Pir. Lasciamo andare, ognuno aguzzi i suoi ferruzzi, vedremo a chi e' dirà meglio. Io me ne voglio ire in casa, che io t'arei a rompere la testa.

Eust. Ed io me ne tornerò in chiesa.

Pir. Tu fai bene a non uscir di franchigia.

Canzone.
Quanto in cor giovanile è bello amore
Tanto si disconviene
In chi demi anni suoi cassato ha 'l fiore.
Amor ha sua virtute agli anni uguale,
E nelle fresche etati assai s'onora,
E nelle antiche poco o nulla vale.
Sì che, o vecchi amorosi, il meglio fora
Lasciar l'impresa a' giovinetti ardenti,
Ch'a più forte opra intenti,
Far ponno al suo signor più largo onore.

[III. 1]

NICOMACO, OLEANDRO.

Ai. Oleandro, o Oleandro?

Cle. Messere.