Ni. Esci giù, esci giù, dich'io. Che fai tu in tutto il di in casa? Non te ne vergogni tu, che tu dai carico a cotesta fanciulla? Sogliono in simili di di carnasciale i giovani tuoi pari andarsi a spasso veggendo le maschere, o ire a fare al calcio. Tu sei uno di quelli uomini, che non sai far nulla, e non mi pari né morto né vivo.
Cle. Io non mi diletto di coteste cose, e non me ne dilettai mai, e piacemi più lo stare solo che con coteste compagnie; e tanto più stavo ora volentieri in casa veggendovi stare voi, per potere, se voi volevi cosa alcuna, farla.
Ni. Deh, guarda dove e' l'aveva? Tu se' il buon figliuolo! Io non ho bisogno d'averti tutti i di dietro. Io tengo duoi famigli ed uno fattore, per non aver a comandar te.
Cle. Al nome di Dio. E' non è però che quello che io fo, non lo faccia per bene.
Ni. Io non so per quello che tu te 'l fai. Ma io so bene che tua madre è una pazza, e rovinerà questa casa: tu faresti il meglio a ripararci.
Cle. O ella, o altri.
Ni. Chi altri?
Cle. Io non so.
Ni. E' mi par bene che tu non lo sappia. Ma che di' tu di questi casi di Clizia?
Cle. Vedi che vi capitamo.