Eust. Io vo.
[IV. 2]
NICOMACO, PIRRO, CLEANDRO.
Ni. Oh, come è ella ita bene! Hai tu veduto come la brigata sta malinconosa; come mogliema sta disperata? Tutte queste cose accrescono la mia allegrezza; ma molto più sarò allegro, quando io terrò in braccio Clizia; quando io la toccherò, bacerò e stringerò. Oh, dolce notte, giugnerovvi io mai? E questo obbligo che io ho teco, io sono per pagarlo a doppio.
Cle. O vecchio impazzato!
Pir. Io lo credo; ma io non credo già che voi possiate far cosa alcuna questa sera, né ci veggo comodità alcuna.
Ni. Come no? Io ti vo' dire come io ho pensato di governare la cosa.
Pir. Io l'arò caro.
Clc. E io molto più, che potrei udire cosa, che guasterebbe i fatti d'altri e racconcerebbe i miei.
Ni. Tu conosci Damone nostro vicino, da chi io ho tolto la casa a pigione per tuo conto?