— Se hai mangiato come un lupo ieri sera...

— Ahimè, temo che di scorpacciate simili non se ne faranno mai più...

— Eh via, se la cosa prenderà fuoco torneranno al certo i bei tempi.

— Ma sarà un osso duro da rodere. I Francesi hanno del fegato. Dicono che sono protetti dal diavolo...

— Lo vedremo, Pietro, lo vedremo. Dietro un pino o dietro un rovero non avrei paura di tutto un battaglione.

— Zitto, zitto — esclamò Pietro il Toro — il capitano ha per poco aperto gli occhi.

— Ho visto anch’io... ma li ha tornati a rinchiudere.

E tutti e tre si misero intorno all’addormentato che invero si era mosso, aveva aperto gli occhi ma ancora doveva avere sulle pupille la nebbia del sonno perchè i tratti del viso erano rimasti immobili.

— Scuotiamolo — disse il Ghiro — scuotiamolo dolcemente. Lasciate fare a me, lo sveglierò senza che se ne accorga.

Lo prese per le spalle, lo sollevò lentamente, poi nel rimetterlo a giacere lo rivolse un pò sul fianco. Invero il giovine aperse di nuovo gli occhi, stirò le membra e mentre i tre compagni si rialzavano discostandosi, si guardò intorno con l’aria di chi voglia rendersi conto di una cosa strana. Infine vide i tre riuniti in gruppo che lo guardavano.