— E come vi trovate qui voi? disse; e poi di nuovo guardandosi intorno: — E come mi ci trovo io in riva al mare all’aria aperta?...
— Siamo qui da due ore — disse Pietro. — Abbiamo obbedito ai vostri ordini comunicatici iersera.
— I miei ordini? — mormorò il giovine distratto sollevandosi a sedere e continuando a guardare intorno a sè e poi alle sue vesti e poi ai cavalli e riportando gli occhi di nuovo sui suoi compagni.
— E per aspettare che vi svegliaste abbiamo anche resistito al bisogno di rifocillarci — disse il Ghiro, — Guardate il sole: segna di un’ora trascorsa quella della merenda, e là in fondo ho visto una taverna...
Il giovane si teneva in silenzio, pensoso, ma l’espressione della fisonomia era indizio che i ricordi in lui si ridestavano e che man mano divenivano più precisi e più coordinati. Ad ogni nuovo oggetto, la valigia, le armi, i cavalli, che gli si offriva alla vista faceva un atto di sorpresa come aveva fatto nel vedersi vestito di un abito che non aveva mai portato. Però si conteneva comprendendo che se avesse manifestato il suo stupore avrebbe dovuto dar delle spiegazioni ai suoi compagni, onde alle parole del Ghiro alzò la testa, chè gli avevano offerto il modo di uscir di imbarazzo.
— Sì, sì — disse — avete ragione. Se ci è dunque qui vicino una taverna andate a far merenda. Ma per i danari...
— O che credete che la spendevamo tutta la piastra che ogni mattina trovavamo sul tavolino presso il letto?
— Ah, già — disse lui dissimulando lo stupore — già, dimenticavo che siete alquanto provvisti. Andate dunque che vi aspetto qui.
— E non avete fame voi?
— Io no. Andate: vi dirò poi quel che dovremo fare.