(11) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, Registro 18, carte 33.
(12) V. Solitro. Documenti storici sull'Istria e la Dalmazia. Venezia, 1844. — L'ultimo conte di Veglia. Relazione del segretario Antonio Vinciguerra.
(13) Nei ducati di questo ed altri dogi della stessa epoca manca talvolta il segno di abbreviatura sulla coda del Q.
(14) L'esame chimico fatto dall'ufficio del saggio di Venezia dà il titolo di 0,780.
(15) L'esame chimico fatto dall'ufficio del saggio di Venezia dà il titolo di 0,670.
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BARTOLOMEO GRADENIGO.
DOGE DI VENEZIA.
1339-1342.
I correttori della Promissione ducale, nominati dopo la morte di Francesco Dandolo, imposero nuove restrizioni al potere del doge, ciocché dimostra come si temessero gli esempi che venivano dalle vicine città d'Italia, ove principi ambiziosi avevano usurpato il potere assoluto coll'aiuto delle fazioni popolari e col favore della plebe. Dopo ciò fu eletto Bartolomeo Gradenigo, uomo già invecchiato nel servizio dello stato ed allora procuratore di San Marco.