(21) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro LIV, carte 6 tergo.

(22) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro LIV, carte 7.

(23) Cronaca Veneta di Zorzi Dolfin q.m ser Francesco, fino all'anno 1458. Regia Biblioteca Marciana, It., cl. VII, Codice 794.

(24) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro LIV, carte 85 tergo e 86.

(25) È Tomaso e non Giovanni Mocenigo.

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FRANCESCO FOSCARI.
DOGE DI VENEZIA.

1423-1457.

Con lunga e contrastata elezione fu creato doge Francesco Foscari, che tenne il seggio ducale per ben trentaquattro anni, in una delle epoche più avventurose della nostra repubblica. Si avverarono così i timori del prudente predecessore: l'ingrandimento dei possessi in terraferma costò a Venezia dure lotte e penosi sacrifici, di cui si sentirono per lungo tempo le conseguenze nelle finanze e nella prosperità dello Stato. Non si può, senza ingiustizia, darne tutta la colpa al doge Foscari, il quale aveva energia ed avvedutezza non comuni e sentiva altamente di sé e della repubblica, ma conviene attribuirne gran parte ai principi vicini, ambiziosi e senza fede, ed alle condizioni generali dell'Italia in quei tempi tristissimi. Filippo Visconti agognava il dominio di tutta la penisola e le due repubbliche di Firenze e di Venezia dovettero allearsi per difendere la loro libertà contro il nemico comune. Aspre ed accanite lotte si pugnarono sui campi di Lombardia, sotto il comando dei più illustri capitani di ventura, con varia vicenda; più volte fu segnata la pace, ma si riprese poco dopo la guerra, e solo dopo la morte del Duca Filippo i Veneziani poterono concludere una pace durevole colla cessione definitiva di Cremona, oltre a Brescia e Bergamo ottenute nei precedenti trattati.