Quinto. — Una quinta parte dell'argento condotto a Venezia, doveva essere consegnata alla zecca, la quale ne coniava monete che erano date ai mercanti in pagamento del quinto dell'argento ricevuto. — Abolizione del sistema dei quinti. — Si ordina che una quarta parte dell'argento portato a Venezia sia coniata, dando al mercante altrettanto peso di monete quanto aveva consegnato d'argento.
R.
Rascia o Serbia. — Grossi, imitati sul modello veneziano, sono proibiti e tagliati. — Urosio, re di Rascia, è dannato da Dante per avere falsificato la moneta di Venezia.
Ravenna. — Quattrino e mezzo quattrino coniati per Ravenna.
Rodi. — Veneziani muovono lamento al gran maestro dei Cavalieri per i ducati coniati a Rodi ad imitazione dei veneziani.
S.
Saggio o campione dei ducati.
Scarnutiis. — E proibito tenere i piccoli in scarnutiis, sistema simile a quello, pure vietato, di darli in scartociis.
Scartociis. — Nel medio evo, quando abbondava la moneta minuta, era uso di chiuderla in borse o cartocci, su cui era scritto il numero dei pezzi contenuti: in seguito ad abusi, tale consuetudine fu vietata.
Scutari. — Città dell'Albania ceduta a Venezia da Giorgio Balsa, aveva zecca, dove i Veneziani continuarono a battere moneta.