(con un sorrisetto lascivo) — Iu mi vo' curcu.... (se ne va lentamente, dondolandosi, con contorcimenti serpentini e movimenti provocanti di fianchi; giunta presso l'uscio di sinistra si ferma, volta soltanto la testa e, con gli occhi imbambolati e pieni di voluttà, lo fissa un istante, poi gli dice, a mezza voce, invitante) — Veni?!.... (e scompare).

Oraziu

(come attratto da una forza magnetica, alla quale non sa resistere, stringe i pugni, digrigna i denti, stravolge gli occhi e mormora tra i denti) — Assassina!.... (poi si volge a guardare verso la camera, riluttante a cedere, alla fine, come vinto, muove verso di essa, a tratti).

Ninfa

(dall'interno) — Ca chi ci aspetti?....

Oraziu

(quasi con rabbia) — Vegnu!.... (indi, fermandosi un'altra volta e volgendosi, minaccioso, verso la comune, con un dito tra i denti, esclama, quasi senza voce) — Ah, cumpari, cumpari.... si mi veni fatta!.... (chiude il pugno e, barcollando, riprende la via dell'uscio).

Tela.