Anna
(tendendo l'orecchio verso l'uscio di camera) — 'U picciriddu, 'u picciriddu chianci! (corre in camera).
SCENA II.
Oraziu solo, poi Anna e Saru
Oraziu
(rimasto solo tentenna il capo con laido ghigno di amara soddisfazione e di acre veleno; poi si accosta pian piano alla finestra e l'apre, per respirare l'aria del mattino ormai chiaro. La beve a pieni polmoni, passandosi la mano sulla fronte e sui capelli, come per rinfrancarsi al refrigerio della frescura mattinale). — Ah, bella jurnata ha' a essiri, chista, ppi mia!... (sospira di soddisfazione, poi si sporge a guardare sulla strada e, poco dopo, arretra istintivamente, turbato, si frega le mani, come non vedesse l'ora di venire alla prova, si accosta all'uscio e, come se parlasse ad Anna). — Alluccà, alluccà!... Sta currennu dintra!
Anna
(affacciandosi all'uscio, pallida, tremante, sgomenta). — Iddu!? Oh, Maria Santissima!
Oraziu
(nervoso) — Mi vitti, mi vitti e sta currennu!... Cca è!... (resta un po' come smarrito nel turbamento, indeciso sul da fare).
Anna