Del resto poi l’arte del Metastasio è arte italiana, arte indigena, e non dobbiamo respingerla come una scomunicata. Sia il giudizio nostro quale si voglia, anche lontanissimo dagli entusiasmi del La Harpe e dello Schlegel, non dobbiamo disconoscere il nostro sangue. Il Metastasio scende in diritta linea dal Guarini: il Pastor Fido recitato alla corte di Ferrara è il babbo dell’Olimpiade recitata alla corte di Vienna. È arte nostra, che si può discutere che si può non amare, ma alla quale non si può negar posto senza esser ingiusti o ignoranti.

Celebrare il centenario del Metastasio mostra la nostra voglia di divertirci; di far dei discorsi per l’inaugurazione dei busti e delle lapidi; di far dei comitati, delle commissioni, dei presidenti, dei parlamentini che finiscono in un pranzo. Ma nello stesso tempo che il vecchio pregiudizio se ne va, che la tesi giacobina tende ad uscire dalla critica e dalla storia letteraria.

Buon viaggio!


ELZEVIR


L’Italia ridiventa la terra dei carmi.

Per fortuna c’è della gente che abbomina i libri stampati bene e certi critici spiritosi hanno messo alla moda le lamentazioni dolorose contro la fiumana degli elzeviri. Se questo non fosse, il governo avrebbe già inventato una nuova tassa sui volumi di lusso e si può star sicuri che la tassa renderebbe molto.