Se la Curia avesse visto che pugno nocchieruto era quello!
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Bevve, riprese le bozze, contentissimo che i versi del suo amico non mi fossero piaciuti. Mi alzai in maniera di congedo, mi strinse forte la mano, e se ne andò calcandosi il nicchio sul cranio con un gesto nervoso.
L’altro ieri la posta mi ha portato i versi di Angelo Viviani, e la scena mi è tornata in mente, tanto che non ho potuto resistere al prurito di raccontarla tale e quale.
Fortuna che per l’Appennino dei Viviani ce ne son pochi; se no, il Parnaso e il Vaticano starebbero freschi!