Ma no. È impossibile che il Leopardi abbia lasciato al Ranieri di questa povera roba. Ah, l’amico incomparabile del povero Giacomo dovrebbe parare questo colpo tirato alla fama dell’amico dandoci qualche cosa di meglio!
Egli dovrebbe davvero riparare alla profanazione volgare e piccina mostrandoci tutto il Leopardi della maturità, il Leopardi che conosciamo ed ammiriamo. Dica egli almeno che può dirlo, se il povero infelice non avrebbe protestato altamente contro questa improntitudine scempiata che lo mette alla berlina come scolaretto plagiario.
Rispetto il giudizio degli altri, ma quanto a me lo dico chiaro e tondo: è una vergogna!
GLI ULTIMI ANNI DI G. LEOPARDI
Se con parole, con opere o con omissioni un disgraziato fece tanto da vedere la propria fama oltrepassare l’ombra del campanile natio, non gli sarà più possibile nascondere qualche cosa alla curiosità dei concittadini. I Vaperau ed i De Gubernatis gli pubblicheranno la fede di nascita, il certificato di vaccinazione ed i connotati; e gli oziosi nei caffè discuteranno ad alta voce intorno al naso de’ suoi figli ed alle anche di sua moglie. Se poi la sventura lo percosse tanto crudelmente da farlo celebre ed ammirato anche fuori d’Italia, per lui non c’è più requie, nemmeno nella fossa. Si stamperà il numero de’ suoi capelli grigi, il numero dei bottoni della sua camicia e si cercherà avidamente di sapere se preferiva il lesso all’arrosto, o le calze di lana a quelle di cotone. Ogni minimo atto della sua vita sarà commentato, ogni suo biglietto e magari le cambiali ingrosseranno l’epistolario, e il cameriere, la cuoca, la lavandaia del grand’uomo saranno chiamati a testimoniare davanti al tribunale della posterità. La professione di grand’uomo non è tutta di rose.
Tuttavia, siccome c’è anche qualche grande uomo di spirito, s’è finito col trovare un rimedio alla curiosità del pubblico ed alla indiscrezione dei biografi, ed il rimedio sta nello scrivere la propria autobiografia. Non sarà infatti sfuggito all’attenzione degli acuti lettori, che gli scrittori di autobiografie sono in meno perseguitati dai biografi e questa ricetta, unita ad un po’ d’attenzione nello scrivere agli amici in previsione dell’epistolario, la regaliamo volentieri ai grandi uomini viventi che dormono male la notte, pensando ai biografi futuri.