MIRACOLI
Nella cronaca di Bologna di Frà Bartolomeo dalle Pugliole, che si conserva nella Biblioteca Universitaria di Bologna, mss. 1239, e che dall’anno 1363 va all’anno 1407 si legge:
«Anno Cristi 1383 nel mese d’aprile frà Iacomo rettore de la chiesa di Sasso Negro col suo proprio sangue in sanguinò un’ostia sagrata e diceva che era sangue di Gesù Cristo e guadagnò molti denari dalle molti genti che andavano a vedere tale miracolo; ma li Reggimenti di Bologna volsono che si sapesse la verità, di che essendo ritrovato doloso fu privato dello benefizio e posto in una gabbia e dannato a perpetuo carcere.»
Per chi non sapesse che cosa voleva dire allora essere messo in una gabbia, la stessa Cronaca lo dice all’anno 1386. «A dì 21 di maggio fu messo in gabbia lo priore de’ frati de gli Angioli e fugli messo li ferri ai piedi ed anche fu incatenato e lì stette novantasei dì e non aveva altro che la pelle e le ossa.»
Oh, i miracoli di Lourdes! Oh, la Madonna della Saletta! Non c’è chiesa in Italia dove non si conservi una Madonna miracolosa che ha pianto, sanguinato o sudato, secondo il gusto del reverendo parroco. Da lungo tempo le fraudi furono così evidenti, che le anime pie dovettero farsi scudo delle autorità umane per guarentigia della onnipotenza divina. Qui a Bologna, nella clausura delle monache di S. Elena, esisteva questa splendida iscrizione:
Dell’anno 1630—Questo Signore sudò acqua tre volte—e fu approvato dai Superiori.