Gentilissima lettrice,
Ti narrai chiara e sincera
In che modo e in che maniera
Nasce al mondo un infelice:
Non gittar strilli d'orrore
Da lussarti le ganasce;
Meglio dir come si nasce
Che narrar come si muore.

KLYSO

Su'l reo lito che Pasife
contaminò con l'esecrando fallo
forse l'industre Dedalo
torse in cavo cilindro il tuo metallo,

Ei lavorò ne l'ebano
la mobil elsa e, con la man divina,
su la sudata incudine
per consiglio d'Igea temprò la spina.

I suoi possenti farmachi
Esculapio di poi t'ascose in seno
ed a i dolenti podici
consolator t'offrì turgido e pieno.

Oh, qual grido di giubilo
il tuo primo apparir ne 'l mondo accolse!
Come le terga subito
la constipata umanità ti volse!

e tu, buono, e sollecito
più de l'altrui che de la tua fortuna,
a le ribelli viscere
pronto volasti ad esplorar la cruna;

nè ti commosse il torbido
occhio che a l'opra tua natura oppose,
nè d'atre bocche l'alito
cui tolse il fato d'emular le rose;

ma la compressa canula
un tepido zampillo alto sospinse
che, su l'esempio d'Ercole,
Caco ne l'antro suo sorprese e vinse.

Corsero allor le lubriche
linfe la cieca via che a l'Orco immette
e strani indi scoppiarono,
da l'opposto emisfer, venti e saette.