E già mi veggio, debile
Vecchia, tra lor seduta
Narrar, senza rimpiangerla,
La gioventù caduta
E i versi miei ripetere
A un coro d'innocenti,
I versi miei fulgenti
Di virtuoso zel.
Ava, così, amorevole
E santa educatrice.
In mezzo ai biondi pargoli
Vivrò lieta e felice
E quando giunga al termine
La vita mia modesta,
Reclinerò la testa
Per ridestarmi in ciel.
Forse ch'io sogno?… Ah, palpita
Pur nel mio grembo un vivo
E freme e balza e s'agita
Or che a lui penso e scrivo….
Deh, perchè tardi o nobile
Della mia gloria erede?
Non sai che la mia fede
E l'amor mio sei tu?
Ma intanto?… Ah, un dubbio orribile
Mi sta confitto in core.
Sento un mister nell'anima
Pensando al genitore….
Parla, se puoi rispondermi,
Tu che doman vivrai;
Dimmi, se pur lo sai,
Il padre tuo chi fu?
[*] Credeva di avere concepito un figlio. Invece aveva preso
freddo e tutto finì con una fuga d'aria compressa.
A SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA MONSIGNOR VESCOVO TITOLARE DELLA CHIESA CATTEDRALE DI SEBOIM NELLE PARTI DEGLI INFEDELI QUESTO NUOVO LAVORO DI MANO AMICA SE NON ESPERTA ACCRESCA IL PIACERE DELLA ESALTAZIONE
Ut ambules in via bona.
PROV. II, 20.
Signor, poi che una Diocesi
Dall'Augusto Vegliardo hai conseguito
E l'anello di Vescovo
Come novello sposo hai messo in dito,
Tra il fumo dei turiboli,
Tra il plauso della folla intorno accolta,
Mite Pastor di Seboim,
Porgi l'orecchio e la mia voce ascolta.
Deh, quando sul tuo popolo
Benedicendo stenderai la mano
E la lieta Pentapoli
A piè del trono avrai come un Sovrano,