Serbati buono e i miseri
Intorno a te raccogli e li consola;
Ricorda Cristo e predica
Più con l'esempio e men con la parola.

Non insegnare ai chierici
Che il Pontefice solo aprir può il cielo;
Non insegnare il Sillabo,
Ma lo scordato ormai vecchio Vangelo.

Trafficator non renderti
Di Giubilei, Congressi e pellegrini,
Ma proibisci l'Obolo
E l'altre furberie per far quattrini.

Nell'ira tua scomunica
Chi va col collo torto e il viso basso;
Lascia che di Quaresima
I Diocesani tuoi mangin di grasso;

Non annoiare i pargoli
Col Catechismo, i Salmi e la Scrittura;
Dà lor le chicche e mandali
A scuola od a saltar lungo le mura,

Lascia ballare i giovani,
Lasciali far l'amor quando han ballato
E se poi si confessano
Ridi e dichiara: «quel ch'è stato è stato!»

Non ributtar la femina
Che degli affetti suoi non fu padrona;
Pensa a Maria di Magdalo:
I peccati d'amor Dio li perdona.

Non tormentare i parroci
Per le chiacchere intorno alla servetta;
Dì lor che i Sacri Canoni
Non vietano d'andare in bicicletta.

Così facendo, i popoli
Tutti t'obbediran come d'incanto
E nei venturi secoli
Avrai solenne culto e sarai santo.

O benedetta, o nobile
Alma, sottratta alla terrestre lue,
Allor vedrai le monache
Baciar devote le reliquie tue.