Arda col foco suo fin che bisogna
Questa stalla d'Augìa,
Tagli col ferro la civil vergogna
E la giustizia sia!
DA CAPO
Consurgite et ascendamus in meridie,
JEREM VI, 4.
Se nella mesta sera,
Cinto di luce strana,
Lo scoglio di Caprera
All'occidente levasi
Superbo sulla nera onda lontana,
Il marinar che passa
Sull'agile naviglio
Tien la bandiera bassa
E tra le palme ruvide
Il duro capo abbassa e china il ciglio.
Là, nella calma enorme
Della morente luce,
Sotto il granito informe,
Presso le acacie memori
L'ultimo sonno dorme il nostro duce.
Dorme il Messia invocato
Nel giorno del dolore,
Dorme il gentil soldato
Che amò come una vergine
E col suo s'è fermato il nostro core.
Quando il leon scoteva
L'ampia cesarie d'oro,
Un popolo sorgeva
Bello, gagliardo e giovane
Che la pugna chiedeva e non l'alloro;
Sorgean gli eroi sublimi
Che il duce taciturno
Primo davanti ai primi
Guidava all'ardua carica
Contro Calatafimi e sul Volturno;
Poi, rotta nel cimento
La schiera e pur non doma,
Cadea senza un lamento,
Mal vendicata vittima
Sul colle di Nomento in faccia a Roma.