Nè alcun tendea la mano
A mendicar mercede,
Nè per voler sovrano,
Nè per clamor di popolo
Mentiva il capitano alla sua fede,

Chè il duce ed il soldato
Chiudevan ne' petti ardenti
Il cor di Cincinnato
E ai solchi ritornavano
Del plauso non cercato assai contenti.

Ed or che resta? O santo
Sangue versato invano,
O fior d'Italia, pianto
Un dì con tante lagrime,
Or ti mette all'incanto il pubblicano!

O gloria unica al sole,
Pura in tante vicende,
Alla crescente prole
Pura dovevi scendere
E ti compra chi vuole e ti rivende!

Tutto governa l'oro,
Tutto è sottil garrito
Di legulei nel foro
E de' comizi il traffico
Frutta come tesoro al più scaltrito.

Il suo veleno occulto
Ci mesce la menzogna
E gli ebri, nel tumulto
Dell'ira, si barattano
La calunnia, l'insulto e la vergogna.

Ahi, della prima schiera
Non resta alcuno in vita?
Dunque laggiù a Caprera
Col biondo Cristo italico
L'incolpevol bandiera è seppellita?

Ah no! Sacra coorte,
Per l'ultima battaglia
Ti risparmiò la morte:
Inerme e pur terribile
Di Roma su le porte ancor ti scaglia.

Non sangue essa ti chiede,
Ma invoca i difensori.
Schieratevi al suo piede,
Voi forti, e proteggetela
Con l'incorrotta fede e gli alti cuori.

Trombe dal sonno scosse
Sonate alla raccolta!
Correte alle riscosse,
Salvate voi la patria,
Vecchie camicie rosse, un'altra volta!