Le regioni naturali.
Le regioni naturali. Fu già accennato precedentemente come l'insieme del territorio considerato in questa guida non costituisca una regione naturale, nel senso comprensivo che si suole attribuire dai geografi a codesta espressione; aggiungeremo qui come essa non costituisca nemmeno un complesso di regioni naturali ben deliminate e distinte e designate con nomi speciali. Ciò non toglie che alcuni dei bacini e delle valli o tronchi di valli precedentemente indicati non rappresentino piccoli territori abbastanza isolati e con speciali caratteristiche e che si denominano o da un corso d'acqua o da una località notevole — così per esempio si parla di un canale di Uccea, di un canale di Musi (regione sorgentifera del Torre), di un canale di S. Pietro (valle del Natisone fra S. Pietro e Robic), di un canale di Savogna (valle dell'Alberone-Riecca), di un canale di S. Leonardo (valle della Cosizza-Erbezzo), di uno del Judrio e via di seguito[32] — ma non sempre questi limitati territorî rappresentano regioni naturali nel senso più comprensivo della espressione; nè i loro nomi corrispondono ad un lungo uso tradizionale. Pur riferendosi ad aree meno individualizzate orograficamente rispondono piuttosto a questo concetto la designazione di Schiavonia (Sclavonie) — alla quale più modernamente volentieri si sostituì quella di Slavia italiana — con la quale si designa la regione occupata da genti slovene, quella di Riviera (Riviere), con cui si indica la costiera di poggi tra Magnano e Nimis, e quello di Collio (Cuèj, in sloveno «Briske», in tedesco «in den Ecken»), col quale è conosciuta da secoli l'area collinesca fra Prepotto, Cormons e Gorizia. Hanno poi carattere territoriale anche alcuni nomi di comuni o di frazioni che non si trovano usati per designare alcuna singola borgata di questi, come è il caso di Buia, di Ragogna e di Montenars, di Rodda ecc.
III.
LE ACQUE
LE LORO VIE SOTTERRANEE E LA LORO UTILIZZAZIONE
di G. FERUGLIO e O. MARINELLI
I corsi d'acqua delle Prealpi Giulie. Il Tagliamento ed i suoi affluenti.
I corsi d'acqua delle Prealpi Giulie. Il Tagliamento ed i suoi affluenti. Le Prealpi Giulie, per la ristrettezza dello spazio occupato e per le condizioni orografiche, non posseggono fiumi importanti che si possano considerare loro proprî per avere in esse le sorgenti e la maggior parte del loro corso. Il Natisone ed il Torre, che pure sono i maggiori, non reggono certo a confronto, nè per lunghezza, nè per estensione di bacino, nè per portata col Tagliamento e coll'Isonzo e nemmeno col Fella, i quali riguardano la nostra regione in quanto ne segnano i limiti per una parte più o meno considerevole del suo contorno[33].
Il tratto di Tagliamento che ci interessa è quello fra la confluenza della Fella e la sua uscita dalla stretta di Pinzano; se convenga considerarlo come tronco medio del fiume o come spettante ancora al superiore o come pertinente all'inferiore è difficile decidere; certo si è che mentre da un lato esso attraversa territorio montuoso e riceve ancora ricco alimento da corsi d'acqua alpini e prealpini, in esso si anticipano quasi le condizioni del piano. Nel campo di Osoppo infatti il Tagliamento, non solo si espande e si dirama in amplissimo letto ghiaioso, ma subisce già quelle notevoli perdite d'acqua caratteristiche dell'alta pianura friulana; acque che poi riacquisterà[34], grazie ad una serie di abbondanti risultive e al Ledra, dal corso lento e tortuoso, che riproduce ottimamente il tipo dei fiumi litoranei delle Basse[35]. Anche la pendenza è piccola, poichè su di uno sviluppo di 27 km., quale si ha dalla confluenza del Fella al termine della stretta di Pinzano, la caduta di appena 110 m. cioè del 4 per mille. Incompletamente si conosce il regime del fiume, sebbene qualche misura di portata sia stata fatta isolatamente e alcune serie di determinazioni idrometriche a Venzone, alla presa del Ledra e presso Pinzano.
Per ciò che riguarda in generale le piene e le magre del fiume si rimanda a quanto è stato detto in precedente volume della guida (Carnia, pag. 30), qui si avverte solo come sembrano esagerate, se non pure le portate medie attribuite al fiume in 70 e 90 mc. al secondo, rispettivamente a Venzone ed a Pinzano, certo le minime di 35 e 50 mc. Alla presa del canale sussidiario del Consorzio Ledra-Tagliamento, secondo le osservazioni fatte per conto del Consorzio stesso, le portate ordinarie sarebbero di inverno da 20 a 25 mc. al secondo, d'estate da 30 a 35 e le massime magre scenderebbero fino a soli 12-15 mc. Va notato però che, per l'assorbimento del suolo alluvionale di cui sopra si fece cenno, nel punto al quale si riferiscono queste misure si hanno quantità d'acqua di alcuni mc. inferiori che non a Venzone e di parecchi che non a Pinzano. Si avverta pure che, secondo i dati ufficiali, il bacino del Tagliamento misurerebbe una superficie di 1940 kmq. a monte di Venzone e di 2280 a monte di Pinzano.