Tarcento: i più sono fornaciai; pochi muratori dànno Segnacco, Ciseriis (10%), Tarcento, Magnano; scalpellini Segnacco.

Cividale: partono fornaciai da Remanzacco, Cividale, Faedis, Moimacco, Povoletto, Premariacco; alquanti scalpellini da Faedis e Torreano; muratori da Faedis.

S. Pietro al Natisone: braccianti, manovali, fornaciai, a quanto sembra, mancando notizie precise in proposito.

L'esodo dei partenti è massimo nei mesi di marzo e aprile, nei quali rappresenta il 75% dell'emigrazione annua totale: la permanenza all'estero varia dagli otto ai nove mesi e l'epoca del ritorno è determinata dai primi rigori autunnali, cagionanti la sospensione dei lavori. In complesso i nostri emigranti abbandonano la madre patria quando questa ne avrebbe maggior bisogno, cagionando la sempre più sentita mancanza di braccia nelle campagne e la continua crescita dei salari, che, se da un lato risponde alle odierne idee di giustizia sociale, dall'altro mette in grave imbarazzo specialmente la proprietà media, condotta in economia. Se il fenomeno andrà ancora aumentando d'intensità, certamente alla nostra agricoltura si preparano giorni non lieti.

Tuttavia non si può disconoscere l'utile economico da esso derivante al Friuli, al quale è fonte di sensibili guadagni, che per tutta la provincia si calcolano non inferiori a 30 milioni di lire annue: prova ne sono l'edilizia migliorante dovunque e la progressiva estinzione dei numerosi debiti, per cui gli abitanti delle campagne in passato erano alla mercè delle banche e di privati speculatori, più o meno onesti. Che se da un lato è causa forse dell'estendersi dell'alcoolismo e di qualche altro vizietto, dall'altro, col migliorare il tenore di vita nei paesi più poveri, molto concorse a far decrescere la pellagra e coll'influire sullo sviluppo intellettuale dei lavoratori, li rende sempre più solleciti dei proprî interessi e li spinge a partecipare alla vita pubblica, la qual cosa, al postutto, checchè ne pensino i laudatores temporis acti, è un bene. Se finalmente consideriamo che il Friuli, di cui una buona parte è montuosa, un'altra ghiaieti magri di scarsissima fertilità, non dà prodotti sufficienti a mantenere la pur non molta fitta popolazione e che nè le nostre industrie, nè l'agricoltura, per quanto intensificate potrebbero per molto tempo occupare tutti i lavoratori, viene da sè la conclusione che l'emigrazione vi rappresenta non solo un bene, ma una necessità.

VIII.
GLI ABITANTI
i loro caratteri fisici, la loro origine e le differenze etniche e linguistiche

Note di FRANCESCO MUSONI.

Alcuni dati antropometrici.

Alcuni dati antropometrici. Fonte principale per la conoscenza antropologica del nostro territorio è l'opera di Rodolfo Livi, che, come è noto, mise insieme per tutta Italia una enorme massa di misure raccolte nelle leve militari[100]. Disgraziatamente il distretto di S. Pietro vi è considerato unitamente a quello di Cividale, mentre sarebbe convenuto tenerlo distinto, chè avrebbe servito quale termine di paragone tra la popolazione slava pura di esso distretto e le popolazioni friulane, più o meno mescolate con elementi slavi, dei distretti contermini.