Ecco ora i dati relativi all'indice cefalico medio secondo il Livi: Cividale 85.4; Gemona 85.2; S. Daniele 84.6; Tarcento 85.4. Notevole la maggior brachicefalia dei distretti di Cividale (comprendente pure S. Pietro) e Tarcento, anch'essa probabilmente dovuta a influenza slava.

Quanto al colore dei capelli, si hanno le seguenti cifre:

DISTRETTI Numero di osservaz. Rossi Biondi Castagni Neri
Cividale 588 4 153 161 70
Gemona 321 2 67 189 63
S. Daniele 322 2 48 191 81
Tarcento 286 3 54 175 54

In complesso il castagno prevale dappertutto, col massimo numero di biondi nel distretto più brachicefalo di Cividale-S. Pietro, minimo in quello meno brachicefalo di S. Daniele. Finalmente riguardo al colore degli occhi il Livi ci offre i seguenti dati, sempre sopra lo stesso numero di osservazioni:

DISTRETTI Celesti Grigi Castagni Neri
Cividale 182 141 245 18
Gemona 90 76 141 11
S. Daniele 62 84 151 25
Tarcento 71 59 162 13

Fig. 8ª. — Tipo sloveno della valle d'Erbezzo.

Giova infine avvertire che nella nostra zona, paese di contatti e d'incroci etnografici, manca un tipo etnico deciso, come in Carnia, in Resia e in qualche altra parte del Friuli: fanno eccezione alquanto il distretto di S. Daniele che ha le stature più basse, i crani meno rotondi, il colore più scuro di occhi e di capelli; e in assai maggior misura quello di S. Pietro e gli altri paesi slavi della montagna, la cui popolazione si conserva immune da contatti col piano, verso il quale ha bensì luogo una sporadica leggerissima emigrazione di famiglie che si stabiliscono in città o si trapiantano nelle campagne, non però una controemigrazione. Se noi mettiamo un gruppo di slavi puri accanto a un altro eguale di friulani, non vi sarà pericolo che possano essere confusi con essi: stature, nel complesso, più elevate, capelli più frequentemente biondi, occhi celesti o grigi. forme spesso angolose e magre, zigomi alquanto sporgenti, naso rincagnato, specialmente nelle valli dell'Erbezzo e del Judrio, fronte un po' schiacciata: caratteri questi che ricordano lontanamente il tipo mongoloide, come l'assonanza vocalica della parlata dei Rečanji (valle dell'Erbezzo) è, secondo taluni, dovuta a remote e forse preistoriche influenze di linguaggi turanici.