Alcuni dati nosologici.

Alcuni dati nosologici. La media dei riformati militari per infermità o deformità durante il quinquennio 1880-84 fu pei cinque distretti la seguente[102]:

Gemona24,23 %di cui3,94per deficienza di statura
S. Daniele19,21 %»3,11»
Tarcento19,00 %»5,20»
S. Pietro15,85 %»2,85»
Cividale14,42 %»2,74»

Quattordici anni dopo, durante il quinquennio 1904-1908, questi dati subirono notevoli modificazioni e si ebbero le seguenti cifre[103]:

Tarcento25,04 %di cui8,27per deficienza di statura
S. Pietro22,54 %»8,47»
Gemona21,47 %»13,27»
Cividale19,94 %»0,74»
S. Daniele18,40 %»8,32»

Se ne deduce un leggiero peggioramento generale ed uno più forte particolare pei distretti di Tarcento e S. Pietro: in quest'ultimo forse dovuto all'emigrazione — causa di vita poco igienica, di precoci fatiche, di vizi debilitanti l'organismo — che già quasi nulla, vi ha preso, come vedemmo, un notevole movimento ascendente da pochi anni. Degno di attenzione è il forte aumento del coefficiente dei riformati per deficienza di statura, salito dappertutto, tranne a Cividale, dove è ridotto quasi a zero.

I dati relativi a ciechi, sordomuti, mentecatti, imbecilli, scemi risalgono al 1875; ed è veramente a deplorarsi che gli ultimi censimenti non ne abbiano tenuto conto, tali imperfezioni fisiche e psichiche essendo in relazione coi costumi, più o meno morali, e col modo di vivere, più o meno igienico, delle popolazioni. Ed ecco che qui ci accade di dover accennare a una funesta piaga che viene sempre più infierendo anche in questa come in ogni altra parte del Friuli, anzi d'Italia: intendo alludere all'alcoolismo. Cause: il continuo aumento dei salari alla mano d'opera; l'emigrazione temporanea che fa restare in ozio, provvisti di denaro, durante la stagione invernale, un sempre maggior numero di lavoratori; il progrediente sviluppo di alcune industrie nella zona pedemontana che, facendo correre tutti i giorni la moneta per le mani degli operai, se da una parte preserva dalla cattiva alimentazione e dalla pellagra, dall'altra è incentivo all'alcoolismo, grandissimo fattore di caratteri degenerativi ognor crescenti insieme all'agglomeramento negli opifici, alla vita sedentaria e di chiusura in ambienti malsani, al rilassamento dei vincoli famigliari e dei principî etici[104]. Ora l'alcoolismo, insieme alla pellagra, è una delle principali cause del continuo aumento di malattie mentali in tutta la nostra regione[105].

La pellagra.

La pellagra. E qui per addentellato, poichè l'abbiamo ricordata, è necessario riferire intorno a quell'altra vergogna nostra e d'Italia, che è precisamente la pellagra. Essa in Friuli infierì già molto, ma certo in nessun'altra parte del Regno fu come qui oggetto di studi e di cure amorevoli e sapienti, tanto che oggi vi è in sensibile diminuzione, nè è forse lontano il tempo in cui sarà scomparsa interamente. Rispetto alla sua distribuzione geografica, aumenta di intensità in senso inverso all'altitudine, al contrario di quanto fino ad oggi avveniva del fenomeno dell'emigrazione; perciò è nulla, o quasi, nel distretto montuoso di S. Pietro; appena avvertita da qualche rarissimo caso nelle parti veramente montuose dei distretti di Gemona e Tarcento; colpisce un sempre maggiore, ma pur sempre esiguo, numero di individui lungo la striscia pedemontana cui appartengono in buona parte i distretti di Cividale, Tarcento, Gemona, S. Daniele; finalmente infesta abbastanza fortemente la zona pianigiana dei distretti di Cividale e S. Daniele.

Le cause di questa così varia distribuzione del fenomeno patologico si possono intuire facilmente. In montagna l'emigrazione è fonte di agiatezza, sconosciuta per molti abitanti del piano: inoltre, siccome ivi di granoturco si produce appena 1⁄10 di quanto basta per tutto l'anno, pel rimanente è necessario ricorrere al mercato dove certo 11011 viene acquistato quello di peggior qualità, mentre è ormai generalmente ammesso — dopo i lavori del Lombroso — causa principale della malattia essere il maiz guasto. Arrogi che in montagna l'alimentazione è più varia, al maiz ed ai legumi aggiungendosi le carni suine ed i formaggi egregiamente confezionati nei molti caseifici cooperativi e facendovisi anche troppo uso di vino, di cui si fa sempre maggiore importazione dalla pianura e dal mezzogiorno d'Italia.