Più depresse invece sono le condizioni economiche degli abitanti del piano, fittavoli la maggior parte, base della cui nutrizione è la cosidetta polenta, fatta con maiz spesso ammuffito, e quindi intossicante, per mancanza di essiccatoi. Anche ivi però igiene e alimentazione e condizioni generali delle popolazioni sono venute via via migliorando negli ultimi anni in seguito specialmente all'impulso che vi fu dato all'allevamento del bestiame e agli eccellenti formaggi che si producono nelle numerose latterie sociali: perciò anche ivi il numero dei pellagrosi è venuto sensibilmente riducendosi, come lo provano le più recenti statistiche in proposito. Infatti erano pellagrosi nei distretti di
| nel 1898 | nel 1904 | ||||
| Cividale | 134 | 122 | ossia | 2,70 ‰ | abitanti |
| S. Pietro | — | 3 | » | 0,18 % | » |
| Gemona | 91 | 66 | » | 1,82 % | » |
| Tarcento | 116 | 111 | » | 3,24 % | » |
| S. Daniele | 181 | 131 | » | 3,37 % | » |
Nel 1830 i pellagrosi in tutta la provincia erano: 48.38‰ abitanti; nel 1881: 15.62; nel 1892: 3.92; nel 1904: 2.90[106].
Tale confortevole decrescimento di una malattia, che già fece da noi vittime non meno numerose che altrove la malaria, è dovuta in gran parte al lungo studio e grande amore con cui la benemerita Commissione provinciale della Pellagra viene combattendo il terribile morbo.
Note paletnologiche. L'epoca della pietra.
Note paletnologiche. L'epoca della pietra. La nostra regione lieta di colli ridenti e di fertili piani, atrio aperto d'Italia verso la Penisola Balcanica, antica officina gentium, prossima a quel mare che le primissime memorie e le concordanze toponomastiche ci affermano risalito all'ingiro da popoli affini sino alla Messapia, è naturale fosse abitata fittamente fin da tempi preistorici. Infatti, mentre altrove in Friuli furono rinvenute solo scarse e sporadiche tracce dell'età della pietra levigata, qui, oltre a oggetti sparsi trovati a Cividale[107] e dintorni[108], tra i due villaggi di Sedilis e Molinis[109], presso Cormons[110] e altrove, siamo in presenza di due vere e proprie stazioni neolitiche nella Velika Jama (Grotta Grande) in comune di Savogna, distretto di S. Pietro al Natisone e in quella di S. Ilario presso Robic, poco a monte del confine politico dove il Natisone penetra nel Regno d'Italia.
Fig. 9ª. — Stazioni preistoriche nelle Prealpi Giulie. (AVVERTENZA: È stato omesso il segno della necropoli veneta di Darnazacco posta non lungi da Cividale ad est-sud-est di questa).
Nella Velika Jama si rinvennero frammenti di vasi fittili, i quali trovano stringenti raffronti nelle ceramiche solite a essere scoperte nelle grotte, nelle stazioni all'aperto ed anche nelle palafitte dell'Italia settentrionale, presentando più dirette analogie coi trovamenti fatti nelle grotte del Colombo dei Mori nel Trentino, nelle palafitte di Arquà-Petrarca e di Fimon e nelle stazioni atestine del monte Lozzo. Oltre i prodotti vascolari, notevoli vi sono alcuni altri oggetti isolati, cioè: un frammento di macinello ellittico di pietra arenaria; due pezzi di corno lavorati, probabilmente per servire da manichi; tre punteruoli d'osso. Durante tutto il neolitico le armi e gli strumenti d'osso sostituirono, a quanto pare, presso i trogloditi gli oggetti simili di selce e si rinvennero numerosi nelle caverne tanto sepolcrali come di abitazione della Busa di Adamo (Trento), di Gabrovizza presso Trieste e in molte altre. Un frammento di valva di Mytilis edulis, senza alcuna lavorazione, è difficile accertare se fosse destinato a formare un ornamento, o a servire come mezzo di scambio, o a essere adoperato come strumento di lavoro; certo è che larghissimo fu l'uso delle conchiglie sopratutto durante il neolitico e il cuprolitico tanto di qua che di là delle Alpi. Appartenendo la nostra a una specie marina, ci dimostra come vi fossero relazioni tra gli abitanti dei monti e quelli della pianura litoranea sottostante. Quanto agli avanzi di animali — cervo, capra, pecora, bove, cinghiale, maiale, gatto selvatico, ghiro — sono rifiuti di pasti e provano che le famiglie dimoranti nella grotta eran dediti alla pastorizia e alla caccia[111].